Sciolti i nodi, ecco chi correrà nel PD pugliese per le prossime Elezioni Politiche 2022

La direzione nazionale del Pd ha definito il quadro delle candidature per le elezioni politiche del prossimo 25 settembre. Alla Camera dei Deputati il Pd pugliese candiderà nel listino plurinominale di Foggia-Bat (p1) Raffaele Piemontese, Debora Ciliento, Giovanni Vurchio, Gabriella Grieco; nel collegio di Bari (p2) Marco Lacarra, Anna Maurodinoia, Paolo Lattanzio, Silvia Muolo; nel collegio di Taranto (p3): Ubaldo Pagano, Maria Grazia Cascarano, Massimo Moretti, Francesca Irpinia; nel collegio di Lecce (p4): Claudio Stefanazzi, Elisa Mariano, Francesco Rogoli, Anna Toma. Per quel che riguarda gli uninominali, nel collegio di Foggia (u01) Valentina Lucianetti, in quello di Manfredonia (u02) Raffaele Piemontese, in quello della Bat (u03) Fabrizio Ferrante, in quello di Bari (u05) Laura Torsi, in quello di Altamura (u06) Silvia Convertini, a Taranto (u08) Michele Nitti, a Lecce (u09) Sebastiano Leo. Al Senato, nel listino Francesco Boccia, Valeria Valente, Antonio Misiani, Loredana Capone. Per l’uninominale, invece, nel collegio Taranto-Brindisi (u4) Giampiero Mancarelli.

LE PAROLE DI EMILIANO

«La direzione del Partito democratico dopo un intenso e incessante lavoro di ascolto e analisi, ha formalizzato le prime candidature al Parlamento. Un lavoro non semplice, quello fatto dalla segreteria nazionale, di sintesi e composizione del quadro, un lavoro che suscita grandi speranze ma anche qualche amarezza, non potendo essere soddisfatte in questo passaggio tutte le legittime aspirazioni». E’ quanto dichiara il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, per una prima analisi delle scelte del Pd nazionale in vista delle elezioni Politiche di settembre. «La cosa certa – prosegue – è che dalla Puglia, dai territori, siamo pronti a fare la nostra parte per far conoscere il programma di governo del Pd, per costruire intorno ad esso partecipazione e condivisione e per contribuire al rafforzamento dei valori che il programma racchiude e che trovano fondamento nella nostra Costituzione repubblicana». «Abbiamo dovuto accogliere – prosegue – la richiesta di Enrico Letta di candidare il vice presidente della Regione, Raffaele Piemontese, e la presidente del Consiglio regionale Loredana Capone per rinforzare al massimo le nostre liste. Loredana e Raffaele, in due, hanno preso quasi 35 mila voti alle ultime regionali, sono due colonne del Pd e della regione e hanno ricevuto un giusto riconoscimento dopo anni e anni di militanza e di campagne elettorali difficili. Si tratta di un contributo al Pd che la giunta regionale ha dovuto offrire per dare una mano in un momento così difficile e anche per consentire a me di evitare la candidatura come capolista al Senato».

«Apprendo con amarezza che il Pd nazionale non ha accolto la nostra richiesta di candidare una giovane sindaca», Fiorenza Pascazio, prima cittadina di Bitetto, nel Barese, «sostituendola con una politica campana già candidata in un collegio maggioritario della sua città. Mi rendo conto che la Campania ha dovuto accogliere candidature di importanti leader nazionali, ma l’assenza del sindaco Pascazio pesa molto nella nostra squadra». Lo dice il governatore pugliese Michele Emiliano, commentando le candidature del Pd in Puglia per le prossime elezioni. «Come dispiace molto – aggiunge – per la vicenda della senatrice Assuntela Messina, sottosegretaria competente e attiva del governo Draghi, la cui non ricandidatura in posizione utile nei listini bloccati rappresenta una grave perdita per la Puglia, ma a causa della riduzione del numero dei parlamentari non è stato possibile per Enrico Letta trovare una collocazione migliore. Assieme a Michele Bordo costituirà una riserva di competenza e prestigio per le sfide che la Regione Puglia dovrà affrontare in futuro. Un ringraziamento sentito al segretario regionale del Pd Marco Lacarra che sarà ricandidato capolista a Bari».

LE PAROLE DI BOCCIA

«Rappresentare la comunità del Partito democratico della Puglia in Senato sarà un grande onore. In questi anni la Puglia ha mostrato al mondo tutta la sua bellezza e le sue infinite opportunità. Ha dimostrato all’Italia intera che può esserci un altro Sud. Il Sud con la schiena dritta, il Sud del progresso tra tradizione e innovazione tecnologica. Non dobbiamo fermarci, nè tornare indietro, ma vogliamo rafforzare ancora di più la nostra terra con l’impegno di tutta la nostra comunità. È una grande responsabilità che affronteremo ancora tutti insieme con l’orgoglio e la passione di sempre». Lo scrive sui social Francesco Boccia, deputato del Partito Democratico e responsabile Regioni e Enti locali della Segreteria nazionale.

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ARTICOLO 1: IGNORATA LA CANDIDATURA DI LOPALCO

«L’ho detto ripetutamente nei giorni scorsi, torno a ribadirlo oggi: Articolo Uno è cofondatore della lista ‘Italia democratica e progressistà insieme a Demos, Psi e Pd. In tale veste abbiamo chiesto ripetutamente di compartecipare alla stesura del programma e alla scelta delle candidature, pur nel rispetto dei ruoli e delle proporzioni. In Puglia a parole ci è stato assicurato che ciò sarebbe accaduto, nei fatti è successo esattamente il contrario». E’ quanto lamenta il segretario regionale di Articolo Uno in Puglia, Ernesto Abaterusso. «Ne prendiamo atto – prosegue – avevamo proposto candidature di valore, espressione dei territori, per postazioni solo di combattimento e a perdere per poter esprimere al meglio il nostro contributo, piccolo o grande che sia. Pierluigi Lopalco, Adalisa Campanelli, Adriano Merico e Francesca Irpinia erano i nomi che avevamo offerto al tavolo regionale e nazionale. Proposte di candidature che sono state totalmente ignorate – o quasi – in nome di una arroganza senza limiti, di una concezione padronale della lista e per dare ampio spazio ai civici che chiedevano dignità di rappresentanza. Cosa che noi non abbiamo mai contrastato, purché non andasse a discapito di uno solo dei cofondatori, i sottoscritti».

LE PAROLE DI AMATI

Le liste del PD Puglia non sono solo invotabili ma pure illegali. Violano infatti una gran quantità di norme statutarie e in particolare quelle sulla parità di genere e quelle sulla contendibilità delle cariche. Le varie Commissioni di garanzia dove sono? Dove sono le organizzazioni femminili del partito e le varie commissioni di parità? Hanno scelto di non disturbare il manovratore? Non era stato il segretario Letta a dire che vogliamo un partito femminista? Non era stato il presidente Emiliano a dire che la violazione della parità di genere ci rende impresentabili?

Chiedo dunque l’immediata modifica delle liste, cancellando la totalità di capilista uomini e invertendo il genere dei capilista in almeno due collegi proporzionali della Camera, nella consapevolezza, comunque, che anche tale modifica non soddisferebbe l’ulteriore criterio violato della contendibilità. Ma meglio feriti che morti. Gli statuti nazionali e regionali del Partito Democratico assicurano (art. 1 comma 9) che in ogni ambito istituzionale gli incarichi debbano essere resi contendibili, vale a dire non possono essere decisi da qualche capo o capetto, e che deve essere garantita la parità di genere a ogni livello (art. 3).

Nulla di tutto questo è accaduto e in Puglia ciò ha assunto anche le caratteristiche farsesche, basti aprire gli archivi delle parole al vento e si ritroveranno perle di radicalismo legalitario che poi si disonora quando non fa ai propri comodi.
Mentre sull’argomento della contendibilità ho assunto sempre posizioni radicali, sull’argomento della parità di genere ho sempre preferito posizioni più razionali finalizzate a celebrare le capacità degli esseri umani più che il genere, così da evitare anche strumentalizzazioni maschili in danno delle donne.

Ma a prescindere dalle mie opinioni, ho sempre preso atto delle norme e mi sono impegnato a farle rispettare. Ci sono altre persone del partito, a cominciare da Letta e da Emiliano, che su questo argomento hanno assunto posizioni molto più irremovibili. Se escludiamo il caso di Emiliano, che nel suo bazar di dichiarazioni ha sempre tutto e il suo contrario, e che su questo argomento considera le donne ostriche imperiali se il conto lo devono pagare gli altri e cozze patelle se il conto deve pagarlo lui, resterei stupito se Letta facesse finta di niente sull’argomento e non decidesse d’intervenire, considerata la sua pacatezza, il suo parlare puntuale e la sua coerenza.
Resto in fiduciosa attesa, perché non possiamo presentarci alle elezioni con liste illegali e ciò per violazione di regole che noi stessi ci siamo dati”.