Attanasi: situazione inaccettabile per i mercati in Puglia

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Volantino Spazio Conad Mesagne

Si continua ad assistere quotidianamente in Puglia, in diversi Comuni, ad Ordinanze Sindacali di chiusura dei Mercati anche in zona Gialla.

A dichiararlo è il Coordinatore Provinciale Fiva-Confcommercio della Provincia di Brindisi, Tommaso Attanasi.

Tutto questo non è assolutamente accettabile e nel contempo contraddittorio rispetto ai vari dpcm che si sono susseguiti, pur trovandosi la nostra Regione ancora in area Gialla. L’inadeguatezza gestionale Politica-Amministrativa di costoro che, forti dei propri poteri decisionali, adottano in un lampo di tempo drastiche misure a discapito delle sole attività Mercatali, benchè non ce ne fosse bisogno, visto la bassissima presenza di avventori.

Che fine ha fatto il Protocollo d’intesa condiviso da Anci Puglia e Associazioni di Categoria all’unisono, adottato nel Maggio 2020 in piena zona pandemica, nel quale si prevedeva la riapertura delle Aree Mercatali attraverso la messa in sicurezza, il contingentamento delle Aree, ed altre possibilità in deroga per tutti i Comuni?? Una situazione incresciosa, disumana ed allarmante nei confronti della Categoria degli Ambulanti, che va avanti da un Anno e che rischia di far scoppiare una guerra sociale, tenuto conto anche della mancanza di ristori per gli Operatori. Finché non vi sarà una classificazione da parte del Governo di colore Rosso per l’intero territorio Regionale, non è prevista la chiusura dei Mercati, ma qualora dovesse essere in tal senso, resterebbero aperti solo le attività di genere Alimentare, ai sensi del dpcm.

Ad oggi, purtroppo, con sommo rammarico, si assiste ad un continuo accanimento e di conseguenza accade tutto il contrario di tutto!!! Su questo ultimo esempio di incompetenza, incapacità e mancanza di confronto, ci sono Comuni del Tarantino, del Leccese e del Barese, che, spiace dirlo, hanno assunto atti e procedimenti unidirezionali privi di concertazione tra le parti interessate, mettendo così a rischio molte famiglie sotto l’aspetto squisitamente economico e creando condizioni di disparità socio-economiche, nonostante alcuni Prefetti abbiano ribadito, attraverso circolari di chiarimento, di adeguarsi alle normative in vigore senza tralasciare le prescrizioni previste per la salvaguardia del contagio da covid-19.