Trentennale dell’emigrazione albanese: l’intervento della presidente del Consiglio Loredana Capone

13
Pubblicità

Trentennale dell’emigrazione albanese: l’intervento della presidente del Consiglio Loredana Capone.

Di seguito l’intervento della presidente del Consiglio regionale Loredana Capone, in apertura della celebrazione del trentennale dell’emigrazione albanese.

“Primo Ministro S.E. Edi Rama, On. Ministro Luigi Di Maio, Onorevoli rappresentanti dei governi della Repubblica d’Albania e d’Italia, Presidente Emiliano, signori Ambasciatori d’Albania e d’Italia, On. Viceministro, On. Sottosegretari, colleghe e colleghi Consiglieri Regionali, Sindaco di Bari, Sindaco di Brindisi, S.E Prefetta di Bari, Autorità tutte.

Avverto una tensione e un’emozione speciale aleggiare in quest’aula. Una sensazione nuova, mai avvertita prima tra queste mura che, pure, mi sono familiari.

Non è solo il guardare i nostri volti coperti dalle mascherine la causa di questa sensazione e, credo, non sia neppure la speciale ricorrenza degli sbarchi sulle coste pugliesi dei cittadini albanesi. La storia ci dice che non fu la prima volta e che quell’evento, in fondo, è parte del comune destino dei due Paesi legati insieme dalla Storia e dalla Geografia e anche dall’attualità e dal costume e direi dalla musica, se in queste sere state guardando Sanremo.

In fondo se pensiamo a cosa è successo dopo quel 6 marzo di trent’anni fa nei rapporti tra i nostri due Paesi, dovremmo essere contenti per avere scritto una bella pagina di accoglienza, di integrazione, di cooperazione e di sviluppo.
Sono tante le storie di successo che vedono come protagonisti cittadini albanesi arrivati in Italia su quelle barche trent’anni fa.

Ma penso anche alle oltre 500 imprese pugliesi operanti in Albania, all’Italia principale partner commerciale, ai tanti progetti di cooperazione transfrontaliera nei settori strategici dell’ICT, sulla Blue economy, sulla trasformazione digitale, sulla protezione civile, sui corridoi transeuropei e, in particolare, sul Corridoio VIII (con le grandi opportunità che si porta dietro).

E poi c’è il grande capitolo della cooperazione culturale e scientifica, che vede lavorare insieme Università, scuole di alta formazione, teatri, musei, orchestre, società di produzione cinematografica. Tra tutti vorrei ricordare proprio il progetto “Compagni ed Angeli” di cui abbiamo potuto ammirare la restituzione artistica del maestro Alfredo Pirri. Un omaggio alla memoria di Antonio Gramsci. Un nome che da solo è la testimonianza grande e tragica della comune storia dei nostri popoli. Senza dimenticare, infine, il contributo della cooperazione allo sviluppo e del volontariato internazionale.

Una bella pagina dicevamo ma che da sola non basta a spiegare la speciale emozione che avvertiamo palpabile in questa sala consiliare. C’è il titolo di un libro e il nome di uno scrittore che sono tornati prepotentemente nei miei pensieri durante questi giorni e le ore febbrili della preparazione di questa visita, Eccellenza Edi Rama.

Lo scrittore era un nostro amico, amico mio e amico dell’Albania, prematuramente strappatoci sulla soglia dei 40 anni, si chiamava Alessandro Leogrande. C’è una strada a lui intitolata tra gli alberi di un grande parco a Tirana. E il titolo di uno dei suoi libri più belli è “Il Naufragio”.

Il Naufragio non è solo la storia tragica dell’affondamento della motovedetta albanese Kater i Rades nel canale d’Otranto, che provocò la morte di oltre ottanta tra donne, bambini e uomini in uno dei primi esempi di “respingimento” in mare e il cui relitto è nel porto di Otranto di fronte alla Community Library. Trasformato in opera d’arte dallo scultore greco Costas Varotsos, è diventato monito alle coscienze degli uomini di oggi per non dimenticare.

Se allarghiamo lo sguardo all’intero Mediterraneo e guardiamo da una prospettiva più ampia dobbiamo constatare come “il naufragio” sia quello della politica nei confronti del grido d’aiuto che sale dalla sponda Sud del Mediterraneo. È un’emergenza politica prima ancora che umanitaria.

Dobbiamo constatare come “il naufragio” sia quello delle nostre coscienze di donne e uomini delle Istituzioni, incapaci di affrontare un dramma più grande di noi, che assume spesso i tratti di un vero nuovo olocausto.

Ecco da dove viene l’emozione di oggi, dalla consapevolezza che come rappresentanti delle Istituzioni abbiamo una grande responsabilità perché quei primi sbarchi a Brindisi e poi a Bari non siano che l’inizio di un naufragio come destino collettivo di un Governo delle Nazioni. E non possiamo permettere che la storia si ripeta anche di fronte all’emergenza sanitaria, dove le istituzioni internazionali stanno dimostrando le loro fragilità nel confronto con i giganti di Big Pharma.

Qui “il naufragio” sarebbe quello della politica e delle Istituzioni internazionali, davanti ai grandi interessi economici che muovono le industrie farmaceutiche con bilanci più importanti di quelli di molte nazioni.

È in questo scenario internazionale, e di fronte all’enormità di catastrofi umanitarie, sanitarie e ambientali, che appare più forte l’urgenza di un’iniziativa politica. In questa prospettiva non ci sono scorciatoie. La grande strada maestra è quella della democrazia. Le assemblee elettive, a tutti i livelli istituzionali, sono la sede in cui gli interessi collettivi dei popoli si conducono a sintesi e, attraverso le leggi, si trasformano in azioni di Governo.

È con questo spirito S.E., che le abbiamo rivolto l’invito a presenziare questa cerimonia che per noi ha il valore del ricordo ma nello stesso tempo guarda al futuro. Abbiamo sempre guardato con interesse e ammirazione alla Sua capacità di intendere la politica come trasformazione dello status quo, come proiezione in avanti, come sviluppo, sia nella Sua esperienza di Governo, che nel ruolo di Sindaco di Tirana.

La ringraziamo per avere accettato il nostro invito. La ringraziamo per essere qui a Bari, in terra di Puglia, in quest’aula consiliare, insieme a una rappresentanza così autorevole del Suo governo.

La ringrazio a nome anche dell’Ufficio di Presidenza del Consiglio Regionale, dei capigruppo, dei Presidenti delle Commissioni consiliare, e di tutte e tutti le consigliere e i consiglieri, di maggioranza e opposizione.

Consentitemi anche di ringraziare tutti coloro che si sono prodigati per l’organizzazione di questo importante incontro, da Fate Velaj all’organizzazione del Ministero degli Esteri, a tutti i nostri uffici, del Consiglio e della Giunta.

La saluto con un formale e reciproco impegno: quello di essere a Tirana insieme nel 2022 quando l’Albania sarà Capitale Europea dei Giovani.

Perché il futuro ha molti nomi e molti volti: quelli delle ragazze e dei ragazzi che ci chiedono di essere all’altezza degli impegni che ci siamo assunti scegliendo di abbracciare la politica”.