I 70 anni di Lettera 22 un’icona della creatività italiana

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La Presidente del Consiglio Regionale della Puglia Loredana Capone e il direttore artistico Francesco Carofiglio sono stati i protagonisti dello speciale in prima visione curato dalla giornalista Annamaria Ferretti.

È stata presentata oggi con una prima visione online, LETTERE SOSPESE, un’installazione dedicata alla celebre macchina per scrivere che Adriano Olivetti presentò all’Italia settant’anni fa e che diventò ben presto emblema del design italiano e strumento di lavoro di giornalisti, scrittori, intellettuali. La Presidente del Consiglio Regionale della Puglia Loredana Capone e il direttore artistico Francesco Carofiglio sono stati i protagonisti dello speciale in prima visione curato dalla giornalista Annamaria Ferretti.

L’installazione, ideata e progettata da Francesco Carofiglio, è stata realizzata da Rocambole-associazione culturale con il sostegno del Consiglio Regionale della Puglia, il patrocinio dell’Associazione Archivio Storico Olivetti e con il contributo, tra gli altri di ScaffSystem-Officine Tamborrino, Quasar Institute for Advanced Design, Banca Generali.

Lettere Sospese celebra Lettera 22 attraverso un’operazione semplice e audace che trasforma un luogo di lavoro in un luogo d’arte. L’allestimento si compone di due installazioni autonome che occupano due differenti aree del nuovo Palazzo del Consiglio Regionale della Puglia.

Nell’agorà al piano terra sono esposti 4 esemplari originali della macchina per scrivere nei diversi colori di produzione e 6 grandi pannelli retroilluminati con le riproduzioni, stilizzate, delle celeberrime campagne pubblicitarie degli anni ‘50 e ‘60 di Giovanni Pintori dedicate a Lettera 22.

La seconda installazione è nei corridoi del palazzo del Consiglio Regionale: settanta macchine per scrivere, quanti gli anni del suo anniversario, riprodotte in 3D e appese ai tralicci della copertura, scendono a diverse altezze lungo i corridoi, creando uno spettacolare effetto di sospensione.

Lettera 22 per me non è soltanto un capolavoro del design e dell’imprenditoria illuminata. È, e resta, un oggetto familiare, che mi riporta all’infanzia. Mia madre scriveva con Lettera 22, e io conservo ancora la sua macchina per scrivere- ha dichiarato il direttore artistico Francesco Carofiglio- Abbiamo lavorato alla realizzazione di questa installazione, nella sua complessa gestazione, nel rispetto di questo oggetto simbolo e della sua storia, provando a stare dentro il solco di quello che diceva Adriano Olivetti: “Saranno libertà e bellezza a dirci come essere felici”.

“Nell’evoluzione delle macchine per scrivere c’è il desiderio dell’uomo di comunicare al di là delle epoche e delle geografie. È giusta la scelta di simboleggiare questa spinta irrefrenabile dell’umanità celebrando la più famosa macchina per scrivere del mondo.

Lettera 22 ha segnato l’inizio di una rivoluzione che avrebbe cambiato non solo il modo di comunicare ma il modo stesso di percepire la realtà. Questa storia, che Francesco Carofiglio racconta con rispetto attraverso il linguaggio dell’arte, e in fondo la storia di un’illusione che gli uomini hanno sempre coltivato: quella di dare, attraverso l’arte della scrittura, come attraverso tutte le arti, forma e nome al mondo” – ha dichiarato la Presidente del Consiglio Reginale Loredana Capone.

Sono previsti inoltre, a gennaio e febbraio, due talk dedicati ad alcuni elementi connotativi il fenomeno Lettera 22: libertà, giornalismo, innovazione, comunicazione. Saranno disponibili on line.