Il Consiglio regionale ha deciso che Massimo Cassano deve lasciare la direzione generale dell’Arpal, l’agenzia regionale per il lavoro della Puglia.

E’ l’esito della votazione sulla legge di riforma, approvata con 18 voti favorevoli (quelli di Pd e Cinque Stelle), l’astensione del centrodestra e il voto contrario di parte della giunta e dei consiglieri delle liste civiche di Emiliano.

Determinante è stato il subemendamento presentato da Fabiano Amati (Pd), che ha disinnescato il tentativo dei <<civici>> di far passare la riforma (con l’introduzione del consiglio di amministrazione) ma evitando la decadenza del direttore generale.
La proposta di decadenza primo firmatario Antonio Tutolo con Amati, Ruggiero Mennea e Michele Mazzarano.

Dichiarazione del Consigliere regionale del Partito Democratico Fabiano Amati, con riferimento all’approvazione della proposta di riforma dell’Arpal.

“Oggi la buona amministrazione ha trovato casa nel PD e nell’azione della maggior parte dei consiglieri regionali. E questa è la nostra storia e il nostro programma.

Mi spiace molto del tanto tempo e del grande contrasto registrato sull’argomento, anche quello di una parte della Giunta regionale, che abbiamo dovuto superare anche con asprezza. In ogni caso, ciò che conta è il risultato, finalizzato a verificare nelle prossime settimane eventuali opacità o le ragioni di numerose coincidenze tra selezione di personale e appartenenza politica.”

Arpal. M5S: “Finalmente si mette fine a una telenovela durata per mesi. Voto è per un cambio di passo nella governance dell’Agenzia”

“Il voto di oggi rappresenta l’esigenza di un cambio di passo nella gestione dell’Arpal, che avevamo già manifestato nelle scorse settimane. La riforma della governance dell’Agenzia non era più rinviabile, viste anche le numerose vicende che continuiamo a leggere da mesi sui giornali e per le quali auspichiamo venga fatta al più presto la massima chiarezza. Vogliamo rendere ancora più trasparente ed efficiente questa che è un’Agenzia strategica per la nostra Regione che si occupa di politiche attive del lavoro, centri per l’impiego, reddito di cittadinanza”. Lo dichiarano i consiglieri del M5S Marco Galante, Cristian Casili e Grazia Di Bari.

“Ora il consiglio – spiegano i pentastellati – potrà occuparsi dei pugliesi e dare risposte ai loro bisogni, come ad esempio l’abbattimento delle liste d’attesa e il caro bollette. Si è conclusa una telenovela che era durata fin troppo, di fatto paralizzando i lavori”.

Arpal. Fratelli d’Italia: il pd approva una legge che fa decadere Cassano, sfiducia Emiliano e moltiplica le poltrone.

Il gruppo regionale di Fratelli d’Italia (capogruppo Francesco Ventola e i consiglieri Luigi Caroli, Giannicola De Leonardis, Antonio Gabellone, Renato Perrini e Michele Picaro) in questa nota spiega perché si è astenuto sulla Proposta di Legge: Norme in materia per le politiche attive del lavoro e per il contrasto al lavoro nero.

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“Benvenuto a bordo PD! Dopo qualche anno, approvando una legge che prevede la decadenza, ha capito ciò che noi da anni e anni avevamo sostenuto: Massimo Cassano non doveva essere nominato prima commissario e poi direttore generale dell’Arpal, non solo perché rispetto ad altri curricula arrivati era il più debole a titoli specifici (e qui ci sarebbe da richiamare altre responsabilità, quelle di chi si è assunto l’onere della decisione), ma perché era evidente che si trattava di una nomina che veniva data in vista delle Regionali 2020, Cassano avrebbe garantito liste civiche per far vincere il presidente Emiliano. Fratelli d’Italia in ogni dove ha denunciato l’utilizzo dell’importante agenzia del lavoro per fini elettorali, ma puntualmente lo stesso centrosinistra che oggi ha votato la decadenza, ha salvato Cassano. Poi deve essere accaduto qualcosa all’interno della maggioranza e il PD ha ‘preso coraggio’ e, sfidando il presidente Emiliano, ha portato avanti il suo proposito di ‘cacciare Cassano’, ma lo ha fatto sul piano legislativo, svilendo la natura del Consiglio costretto a trattare non un riordino delle Agenzie regionali, ma la decadenza di un DG che poteva essere rimosso con un provvedimento della Giunta che lo ha nominato. Ma lo ha fatto in modo, a nostro vedere, sbagliato: aumentando le poltrone, ora dovrà essere nominato un CDA non si sa bene da chi e in quota a chi. Per questo avevamo proposto di abolire totalmente l’ARPAL, accorpando le funzioni in capo all’Assessorato e al Dipartimento, così come avviene in altre Regioni, e sollevando il Consiglio da pasticci legislativi che potrebbero ripercuotersi su altre Agenzie.

“Il tutto si è consumato in assenza dell’unico responsabile di Cassano e altre CASSANATE, perché di nomine come quelle di Massimo Cassano è piena la Regione a guida Emiliano. L’assenza di oggi del presidente in aula è indubbiamente un’assenza che pesa, perché di fatto configura la sfiducia da parte del suo partito di maggioranza relativa, il PD, al quale lui stesso dice di far riferimento. Non ci interessa chi ha vinto all’interno del PD, oggi sicuramente ha perso Emiliano, ha perso la sua politica del consenso. Ora attendiamo il PD ad altre scelte coraggiose, se si apre una nuova fase di moralizzazione FdI sarà pronta a dare il suo contributo.”