Governo, nodo Mes a tavolo su programma

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Italia Viva: “Serve”. M5S fermo sul no. Iv chiede documento finale al termine del confronto e propone una Bicamerale sulle riforme

Non ci sarà un documento sottoscritto dalle parti al termine del tavolo sul programma convocato da Roberto Fico, tentativo estremo per ricucire e uscire in fretta dalla crisi di governo. A confermarlo sono stati alcuni dei partecipanti nella pausa dei lavori di metà giornata.

Ma Italia Viva chiede che il tavolo sul programma si chiuda con un documento. Lo spiegano fonti di Italia Viva mentre è in corso a Montecitorio la riunione con i rappresentanti della forze politiche.

Al tavolo Italia Viva ha proposto una Bicamerale sulle riforme con presidenza all’opposizione. “Non si può pensare di fare da soli. Recovery e riforme sono terreni su cui coinvolgere l’opposizione” ha detto Ettore Rosato a Tagadà su La7.

Il tavolo programmatico prosegue a oltranza: il dibattito tra i gruppi va avanti punto per punto su tutti i temi di confronto della maggioranza. Tra gli argomenti toccati, la Sanità e i fondi del Mes. Italia Viva ha ribadito la posizione espressa in questi ultimi giorni: ci vogliono più risorse per la Sanità e quindi il Mes serve, anche in forma parziale. Una posizione non distante da quella che avrebbe espresso il Pd, soprattutto sulla necessità di destinare finanziamenti alla Sanità. Il M5S avrebbe invece confermato la sua posizione di chiusura sul ricorso alla linea di credito del fondo salva-Stati.

Stamattina, hanno raccontato i capigruppo, il presidente della Camera Fico ha introdotto la riunione lasciando poi ai rappresentanti della maggioranza il confronto sui diversi temi. In particolare, nella prima parte dei lavori, l’attenzione si è concentrata su lavoro, riforme istituzionali e riforma elettorale. In totale, sono 9 i capitoli che saranno affrontati dalle parti. Fico ha anche messo a disposizione dei gruppi altre sale, oltre a quella della Lupa dove si tiene la sessione principale dei lavori, per far svolgere tavoli tematici sui singoli argomenti e procedere ancora più speditamente. Ma i capigruppo hanno ritenuto di procedere con una riunione unica.

I capigruppo delle forze di maggioranza hanno chiuso il punto uno, sulle politiche attive del lavoro, dopo oltre 3 ore di riunione.

“Completiamo il reddito di cittadinanza con il rafforzamento delle politiche attive e dei controlli, così come del resto era previsto fin dall’inizio”: questa, a quanto si apprende, la posizione portata stamane al tavolo dalla delegazione del Movimento 5 Stelle in tema di lavoro.

Accanto al completamento del reddito di cittadinanza, sarebbe stata avanzata dal Movimento, fra le altre, la proposta di “riforma degli ammortizzatori sociali che sarebbero destinati a tutte le categorie di lavoratori, compresi gli autonomi”. Proposta anche l’introduzione di “un salario minimo e l’equo compenso per professionisti e lavoratori autonomi”.

Il tavolo procede a rilento. Il presidente della Camera “ha attivato il confronto che ora deve essere portato avanti dalle forze politiche”, spiegano dal suo staff. Ma la strada, così, appare ancora più impervia, tanto che sembra prevalere il pessimismo.

“Dovrebbero riuscire a sbloccare in un giorno quel che è fermo da oltre un anno”, ragiona un ministro M5S, osservando da lontano quel che avviene a Montecitorio. Intanto la sabbia scorre nella clessidra: domani Fico è atteso al Quirinale con un responso chiaro, il Presidente della Repubblica vuole che si esca dalla crisi in fretta, unico imperativo arrivato dal Colle. Occhi puntati sulle agende dei leader. Per sbloccare lo stallo è necessario un confronto che parta da lì, non solo sul programma ma anche sui nomi.

Il Pd intanto blinda il premier Giuseppe Conte e il ministro Roberto Gualtieri. “Sono fiducioso che la disponibilità data da tutti coloro che stanno concorrendo a questo tentativo sia sincera” e “la sostanza credo che sia positiva, va incoraggiata”, ha detto Nicola Zingaretti a margine di un evento della Regione Lazio. “Proprio perché gli impegni sono complessi è giusto che ci sia un confronto schietto dove tutti, compreso il Pd, portino i loro contributi”, ha sottolineato il leader del Pd. Conte e Gualtieri sono punti fermi ? “Questa è una di quelle cose che non vanno nemmeno ripetute, altrimenti diventa una notizia. C’è un confronto, sono sicuro che si arriverà a una soluzione. Ora è il momento del confronto”.

“Penso che questa crisi di governo sia una disgrazia, non capitata, ma voluta: il Movimento 5 Stelle si pone con responsabilità, come ha sempre fatto dalla campagna elettorale del 2018, quando ha portato avanti i propri temi, ma ha detto ai suoi elettori che, se non ce l’avesse fatta da solo, avrebbe chiesto a chi ci stava”, le parole del sottosegretario di Stato Gianluca Castaldi, ospite questa mattina di Agorà, su Rai Tre. “Noi abbiamo una personalità, una figura politica che ha ottenuto risultati economici e si è fatto apprezzare in Europa – ha proseguito – Possono essere criticate delle scelte, ma non si può criticare la dedizione al lavoro del Presidente Conte e quella dei parlamentari: il Parlamento non ha mai lavorato con tanta intensità”. La posizione del Movimento, ha concluso, “è chiara: 92 senatori, un terzo del Senato, è sul Presidente Conte. Non c’è un governo senza Conte Premier. Motivazioni reali di una crisi non ce ne sono”.