Approvata mozione “Dante lingua italiana”

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Approvata all’unanimità la mozione “Dante lingua italiana”, presentata dal capogruppo di Fratelli d’Italia Ignazio Zullo.

BARI – Con il provvedimento approvato, il Consiglio regionale si impegna ed impegna la Giunta regionale ad emanare direttive al fine di garantire l’utilizzo esclusivo della lingua italiana negli atti della pubblica amministrazione, degli enti locali e Regioni. Altra finalità della mozione è tutelare e valorizzare il patrimonio linguistico italiano, garantendo l’utilizzo della lingua italiana nella fruizione di beni e servizi, nell’informazione e nella comunicazione, nelle attività scolastiche e universitarie, nonché nei rapporti di lavoro e nelle strutture organizzative degli enti pubblici e privati. In ultimo, si chiede di garantire l’istituzione del Consiglio regionale della lingua italiana, con compiti di tutela, valorizzazione e diffusione della lingua italiana nel territorio regionale e di collaborazione con le istituzioni pubbliche e private che hanno analoghe finalità.

Il capogruppo di FdI Ignazio Zullo nell’illustrare la mozione, ha evidenziato che nella ricorrenza del settimo centenario della morte di Dante Alighieri, il partito ha inteso presentare tale iniziativa a livello nazionale e che è stata condivisa da tutti i Consigli regionali.

Nel testo della mozione è fatto riferimento a Dante Alighieri, considerato il padre della lingua italiana e che la sua fama è dovuta soprattutto alla Divina Commedia, universalmente riconosciuto uno dei più grandi capolavori della lingua italiana e della letteratura mondiale, patrimonio immateriale più antico, che deve essere opportunamente tutelato e valorizzato. Zullo ha rilevato che l’Italia non ha mai adottato alcuna politica linguistica e la presenza delle parole inglesi nelle leggi, nelle istituzioni, nello Stato è sempre più frequente. Pertanto, in un’ottica di salvaguardia nazionale e di difesa identitaria, diventa quanto mai prioritaria la conservazione della lingua italiana.

Queste riflessioni sono state molto apprezzate dall’assessore regionale alla cultura Massimo Bray, trovandole centrali anche se potrebbero sembrare marginali rispetto alla nostra storia, in particolare quando fa riferimento alla lingua italiana che rappresenta l’identità della nostra ‘nazione’, termine non più usato. L’assessore ha ricordato che l’italiano è il quarto idioma più studiato al mondo, con una crescita sempre maggiore. Ha poi ribadito che gli altri Paesi negli istituti di cultura investono moltissimo nella diffusione della nostra lingua, mentre nel nostro Paese sono diminuiti sempre di più gli investimenti per la conoscenza della lingua.

L’assessore Bray considera questo un richiamo, che dovrebbe essere consigliato in tutto il sistema scolastico, non solo nella nostra Regione, perché a cominciare dai ragazzi bisognerebbe fargli davvero amare questa lingua, che forse è una di quelle più ricche che ci siano nel mondo.

Per molto tempo da una parte politica – ha detto Bray – la parola identità non era amata, e invece bisogna tornare a discutere del valore delle identità, e proprio partendo da quella che è la principale e la più sensibile: la tutela della nostra lingua.