Annina Lippolis, a 110 anni come Penelope lavora a maglia. Il segreto della longevità? «Fare del bene e voler bene a tutti»

Vive a Noci e fa ancora la magliaia. Nata nel 1913, ha visto lo scorrere di due secoli. Ha ricevuto una pergamena da Papa Francesco e un mazzo di fiori dal sindaco Decaro

«Il segreto della longevità? Fare del bene e voler bene a tutti». È questo il primo ingrediente della ricetta di Annina Lippolis, che il 18 settembre, nella sua Noci, ha compiuto 110 anni. Ma ce ne sono anche altri: «Il secondo è cucire, un’arte che pratica da sempre – spiega Anna, la sua omonima nipote -. E poi ce n’è un terzo: giocare al «Gratta e Vinci». La appassiona moltissimo: lo chiama «la speranza».

È questa, in breve, la vita di Annina, che ha attraversato due secoli e due guerre. Nata nel 1913, ha visto suo marito partire al fronte. L’ha aspettato e, nell’attesa, ha svolto diverse attività. Ma soprattutto, come una Penelope del ventesimo secolo, il filo l’ha accompagnata anche in quegli anni. Così, quando suo marito è tornato, è insieme a lui che ha portato avanti l’attività di magliaia. E le sue mani, nonostante qualche acciacco, continuano a lavorare: «Lei lavora a maglia anche adesso – aggiunge Anna -. Perché deve sempre sapere come passare il tempo. Se lascia il lavoro è persa: non lo mollerà mai, che siano i ferri o l’uncinetto».

I festeggiamenti e gli omaggi

Ma c’è anche un altro rito che anima le giornate dell’ultracentenaria: festeggiare in pompa magna il suo compleanno. «È da quando ha compiuto cento anni che, ogni 18 settembre, si aspetta una festa in strada – continua la nipote -. Da quando, per la prima volta, a organizzarla ci pensò una sua vicina». E così, anche nel 2023, non poteva mancare un party: ieri la casa di Annina si è colorata di festoni e palloncini. E pure di una torta a forma del numero 110, di sorrisi e tante persone: parenti, amici, conoscenti e autorità si sono avvicendati per fare gli auguri alla nonna di Noci. Papa Francesco le ha spedito una pergamena di benedizione. Il vescovo della diocesi Conversano – Monopoli, monsignor Giuseppe Favale, le ha fatto visita personalmente nel pomeriggio. «Cara nonna Annina, stamattina non sono presente, ma stai sicura che verrò a trovarti – le ha promesso la presidente del consiglio regionale, Loredana Capone, attraverso un videomessaggio -. Io voglio avere la gioia di stare un po’ insieme a te e di chiederti, a bassa voce, la ricetta che hai usato nel corso della vita per arrivare così bella ed energica all’età di 110 anni». Il sindaco di Bari, Antonio Decaro, a prima mattina, le ha inviato un mazzo di rose bianche e rosse. Anche quest’anno, poi, non poteva mancare la consigliera regionale, nocese d’origine, Lucia Parchitelli che, con grande affetto, le ha donato un abbraccio e un augurio speciali. Il sindaco di Noci, Francesco Intini, insieme ai consiglieri comunali Antonio Locorotondo e Marta Jerovante hanno omaggiato Annina con una targa che recita: «Sei un simbolo di resilienza, speranza e amore. Un esempio di valori da custodire e tramandare alle future generazioni». A fine mattinata, a conclusione del momento di festa, il consigliere Locorotondo ha suonato «Tanti auguri a te» alla fisarmonica, sul balcone di casa di Anna, di fronte alla festeggiata e a una folla di cittadini plaudenti. E lei, commossa, ha risposto: «Grazie a tutti. Che Dio vi benedica».

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